La “Vedova Bianca” dell’ISIS è pronta all’ultima battaglia

La “Vedova Bianca” dell’ISIS è pronta all’ultima battaglia

La donna britannica convertita all’Islam e divenuta reclutatrice per la jihad, Sally Jones, sta scappando da Raqqa, ma è pronta a morire per l’ISIS

  Su un pendio ventoso, appena fuori dalla malconcia città di Ain Issa, le numerose tende UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) offrono protezione dal sole, ma non dagli sciami di mosche o dal caldo soffocante.

  unhcr.png“Abbiamo scambiato un inferno per un altro,” sbuffa un passante mentre trasporta suo figlio attraverso il terreno rovente. L’inferno che ha lasciato alle sue spalle è Raqqa, circa 50 miglia più a sud, la città scelta dai terroristi come capitale dello Stato Islamico.

  In un angolo dell’accampamento, lontana dai 10mila fortunati che sono riusciti a scappare dalla città assediata, si trova un sezione riservata alle spose e ai bambini dell’ISIS. Tra loro, forse c’è un amico della donna britannica più ricercata al mondo, Sally Jones.

File_000Le Nazioni Unite hanno designato questa donna del Kent, convertita all’Islam, come una reclutatrice e propagandista di punta dell’ISIS. Tramite i Social Media, l’ex membro di un gruppo punk inglese, allettava i musulmani del Regno Unito ad unirsi al “califfato” – per ciò che normalmente è un viaggio di sola andata. Sally Jones ha varie identità, compreso “Vedova Bianca”, ed è stata chiamata la “Jihadista del Punk Rock”. Il suo nome di battaglia è Umm Hussain al-Britani.

  La sua amica Aisha, ricorda i suoi occhi verdi e i suoi capelli biondi ed aggiunge: “Ho tanta ammirazione per lei, davvero. I musulmani dall’esterno non sono come noi. Una persona convertita apprenderà l’Islam con attenzione, per non abbandonarlo mai più.” Aisha era un’insegnante di inglese a Damasco prima di trasferirsi a Raqqa e unirsi in matrimonio con Abu Omar al-Maghrabi, un marocchino che secondo i servizi segreti curdi avrebbe avuto un ruolo apicale nell’organizzazione terroristica ISIS.

File_000 copy  Aisha racconta di aver assistito all’omicidio di un uomo iracheno a Raqqa, trovato colpevole di traffico di stupefacenti. “Li ho visti, gli hanno tagliato la testa,” continua la donna senza mostrare minimamente orrore per lo spettacolo. “Era OK per me,” ha risposto. “Sono abituata a guardare quei film dell’orrore.” A Raqqa, Aisha è diventata amica di Jones e del marito britannico, Junaid Hussain, uno specialista senior in guerra cibernetica per conto dell’ISIS. “Mi disse che nel Regno Unito non potevano vivere da musulmani,” racconta Aisha. “Ogni volta che indossava abiti islamici, sentiva il terrore dentro di sé che qualcuno volesse ammazzarla. Appena hanno sentito dell’esistenza di una terra islamica, sono venuti di corsa.”

  Hussain è stato ucciso dall’attacco di un drone americano nel 2015. Anche Jones fa parte della lista del Pentagono dei più pericolosi terroristi del mondo, da eliminare. Si pensa che lei sia la leader della sezione femminile del battaglione Anwar al Awlaki dell’ISIS, impegnata nell’addestramento di reclute donna europee in armi e tattiche.

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  A maggio dello scorso anno, Jones ha minacciato apertamente il Regno Unito, chiedendo alle donne musulmane di lanciare attacchi terroristici a Londra, Glasgow e nel Galles, durante il Ramadan.

  Aisha insiste nel dire che Jones sarebbe scappata da Raqqa per recarsi a al-Mayadeen, una roccaforte ISIS sul lato siriano del confine con l’Iraq. “È corsa ha al-Mayadeen. Ma mi ha riferito personalmente che è decisa a restare fino alla morte. Non vuole andare da nessun’altra parte.” Si pensa che Jones abbia preso con sé il proprio figlio, Jojo, il quale è apparso ripetutamente in video di propaganda ISIS. La sua presenza al suo lato è vista come una protezione contro i droni americani.

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  Aisha è leale alla sua amica britannica, ma con suo marito adesso in una prigione curda, sta diventando giorno dopo giorno sempre più propensa a denunciare le pratiche e l’ideologia dello stato islamico. “Lo scopo di creare un califfato in uno stato come la Siria è una pazzia e voglio avvisare tutti coloro che nel mondo hanno intenzione di spostarsi a Raqqa, di non farlo,” dice la donna. “Non è Islam. È una menzogna.”

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