Se Facebook Fosse una Religione, Sarebbe la Seconda al Mondo

Se Facebook Fosse una Religione, Sarebbe la Seconda al Mondo

Facebook ha annunciato questa settimana che 2 miliardi di persone – più di un quarto della popolazione mondiale – sono oggi utenti attivi del social network che Mark Zuckerberg ha creato nella stanza del suo college 13 anni fa.

  Due decenni fa, l’idea che miliardi di umani fossero collegati da un singolo prodotto sarebbe stata vista come un’assurdità, a meno che il prodotto in questione non fosse, per dire, un testo religioso. Ma oggi Facebook ha più “adepti” di qualsiasi religione nel mondo, eccezion fatta per il Cristianesimo – che comunque sarà sorpassato dal social network in pochi anni.


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  Ci sono più utenti Facebook che persone al mondo che parlano una determinata lingua, secondo Ethnologue, un catalogo sempre aggiornato su tutte le lingue del mondo (il conteggio esatto è difficile, ma considerando che la grande maggioranza degli 1,3 miliardi di cinesi parlano mandarino, questa si conferma come la lingua più parlata del pianeta). Mi piace, condivisioni, commenti e richieste d’amicizia stanno diventando la cosa più simile ad una lingua universale che l’umanità abbia mai avuto.

  Ancora più impressionante delle dimensioni è la velocità con la quale Facebook ha portato un quarto del genere umano tra le sue pagine. Il social network ha dichiarato di aver raggiunto il primo miliardo nel 2012, solo otto anni dopo la sua creazione. L’incremento dell’ulteriore miliardo ha richiesto soltanto altri 5 anni.

  Al contrario, sono passati 200,000 anni tra l’apparizione dei primi esseri umani moderni e il traguardo del miliardo di abitanti nel nostro pianeta, raggiunto intorno al 1820. Il periodo in cui la popolazione mondiale è cresciuta più rapidamente è stato tra il 2000 e il 2012, quando siamo passati da 6 a 7 miliardi in soli 12 anni.

  Considerate che Facebook ha avuto questo tasso di crescita in meno di 5 anni.


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  Facebook definisce “utenti attivi” quelle persone che hanno visitato il sito a l’applicazione di messaggistica tramite PC o dispositivo mobile negli ultimi 30 giorni. Per ovvie ragioni di privacy, i dati personali degli utenti non sono pubblici, per cui è impossibile verificare in maniera indipendente il numero degli utenti della società.

  Qualsiasi servizio con un tale tasso di crescita incorre in numerosi contrattempi – ricordate il sottotitolo del film su Facebook del 2010 “The Social Network”, secondo il quale “Non arrivi a 500 milioni di amici senza farti qualche nemico”. Di recente, Facebook è stato pesantemente criticato per, tra le altre cose, la soppressione di contenuti conservatori; aver dato la possibilità di suicidarsi o uccidere; essere responsabile della fine del giornalismo; aver reso le persone insalubri; la distruzione della democrazia così come la conosciamo.

  Presi dalla frenesia quotidiana di Facebook, è facile dimenticare che nessuno di noi – nemmeno Facebook stesso – ha idea di cosa significhi avere un quarto del genere umano collegato a un singolo prodotto, governato da un solo set di regole e norme, pubblicando informazioni profondamente private ad un unico database, rendendo una singola società l’autostrada tra noi e gli inserzionisti, che vogliono che compriamo i loro prodotti.

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