Londra: I Residenti Contro l’Ordine di Lasciare le Case a Rischio d’Incendio

Londra: I Residenti Contro l’Ordine di Lasciare le Case a Rischio d’Incendio

Gli inquilini sostengono che il comune abbia fallito nell’offerta di alternative decenti

 Il toc-toc è arrivato alle due del mattino di ieri per Najmon Adam, una madre che ha vissuto nell’edificio Chalcots, zona nord di Londra, per 12 anni.

  “‘Dovete andarvene,’ mi ha detto l’agente,” riporta la donna. “Con sei bambini dove potrei andare a quell’ora del mattino?”

  Il confronto è solo uno dei tanti di questo weekend dopo che il comune di Camden ha ordinato di trasferire in massa più di 3mila residenti dall’edificio a Swiss Cottage per le paure sorte dopo la tragedia dell’incendio all’edificio Grenfell.

  Agli inquilini è stato richiesto di fare i bagagli e dirigersi verso un centro divertimenti nelle vicinanze. Dovrebbero restare lontano dalle loro abitazioni per un minimo di sei settimane, durante la realizzazione di riparazioni urgenti, ha annunciato il comune.

  Molti residenti hanno scoperto di doversene andare guardando le notizie in televisione.

  Adam, 36 anni, inquilina dell’edificio Bray – uno dei quattro grattacieli che non hanno superato i test di sicurezza – è stata fortunata ad aver visto anche un solo agente. A lei sono state offerte abitazioni alternative a sei miglia di distanza da Wembley. “Gli ho detto che ho un bambino piccolo con problemi di salute; ha il diabete,” ha detto Adam, i cui figli hanno un’età compresa tra i cinque e i quindici anni. “E le scuole dei bambini sono proprio qui dietro. Ho detto, ‘non vado da nessuna parte.’ Resto qui finché non mi trovano qualcosa qui a Camden.”

  A ora di pranzo Adam si trovava tra gli 80 “schizzinosi” che hanno sfidato il comune rimanendo nelle proprie abitazioni, alcune delle quali con un valore di mercato di 500mila sterline e una straordinaria vista panoramica sul centro di Londra. Un altro residente, Edward Strange, ha descritto l’evacuazione come “una reazione completamente eccessiva”, indicando che due precedenti incendi occorsi nel palazzo in passato erano stati contenuti facilmente. “Ho una figlia piccola, una moglie e un gatto,” ha detto. “Ho anche un lavoro. Se il comune dice ‘da quattro a sei settimane’ [per le riparazioni], ci vorranno almeno da quattro a sei mesi.”

  La decisione improvvisa di far trasferire i residenti è stata presa venerdì sera da Georgia Gould, leader del comune governato dal partito dei Labour.

  Cinque grattacieli nella zona Chalcots, costruita negli anni sessanta, hanno strutture esterne identiche a quelle utilizzate nell’edificio Grenfell, che si sospetta siano state le causanti del rapido divampare dell’incendio. L’evacuazione di questo weekend, comunque, sembra essere stata decisa sulla base di problemi ben più gravi rispetto a quelli risultati dall’ispezione di venerdì. Tra questi, tubi di gas esposti e porte antincendio malfunzionanti in quattro dei cinque edifici.

  Di fronte ai rischi, Gould ha concluso di non aver alternative e di dover chiedere agli inquilini di lasciare le proprie abitazioni. “Loro [i vigili del fuoco] ci hanno detto che non possono garantire la sicurezza dei nostri residenti in questi edifici, per cui ho preso la difficile decisione di trasferire i residenti presso abitazioni temporanee,” ha detto. “Grenfell cambia tutto e non credo che possiamo assumere alcun rischio con la sicurezza dei nostri residenti.”

  Ma coloro che hanno seguito i consigli del comune e hanno iniziato il trasferimento verso il principale centro di divertimenti a Swiss Cottage – requisito in quanto uno dei due “centri di riposo” – sono rimasti scioccati. Quelli fortunati sono stati sistemati temporaneamente in vari hotel in giro per la capitale, nonostante il comune sia riuscito a garantire la prenotazione di sole 270 stanze – nel tentativo di sistemare residenti provenienti da 650 appartamenti. Ad altri è stato semplicemente richiesto di stare da amici e parenti a Londra, ove possibile.

  L’alternativa per quelli rimasti senza sistemazione, compresi numerosi residenti anziani, è stata la prospettiva di passare la notte su un materasso gonfiabile nella hall principale del centro divertimenti.

  “Non ci hanno offerto nulla,” ha detto Abdi Mohamoud, 37 anni, il quale vive con sua moglie e tre bambini, tra i quali un neonato di 16 mesi, in uno degli edifici sospetti. “Abbiamo dormito nella mia auto la notte scorsa con i bambini. Sapevo del centro divertimenti, ma non siamo riusciti a dormire in quel luogo a causa delle forti luci e del rumore costante.”

  Gli agenti stanno ancora cercando di convincere i residenti rimasti nei loro appartamenti di andarsene, ma Bob O’Toole, il rappresentante dell’associazione degli inquilini, ha dichiarato che resta tempo fino a domani per “sloggiare”. “Nessuno sarà costretto ad abbandonare la propria casa e nessuno sarà trascinato fuori a calci e urla,” ha detto O’Toole.

  Gould, comunque, è apparsa meno condiscendente. “Ci sono varie vie legali che il comune può esplorare per imporre con la forza agli inquilini di lasciare le proprie case. Ad ogni modo, davvero non vorremmo ricorrere a tali mezzi,” ha concluso.

 

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