Perché dovresti vedere “Moonlight”

Perché dovresti vedere “Moonlight”

Si tratta del vincitore dell’Oscar come miglior film 2017. Di fatto, è un dramma esteticamente incredibile ed emozionalmente toccante.

Ci sono molti film che raccontano una storia, e molti film che ritraggono persone. Ma molto raramente ci sono film che fissano un’emozione in immagini, cioè film che riescono a trasmettere lo stato d’animo di una persona. “Moonlight” è uno di quei film.


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“Moonlight” è il film giusto nella busta sbagliata. La scorsa settimana è stata annunciata la vittoria come miglior film di “La La Land”, ma si trattava di un errore, corretto dopo un lunga serie di agonizzanti minuti, quando fu trovata la busta giusta, che ha chiarito che il reale vincitore era “Moonlight”.



Il film racconta la storia di un giovane di colore, cresciuto a Liberty City, un quartiere di Miami nel quale le droghe sono mortali. Il ragazzo si chiama Chiron, orfano di padre, la madre è dipendente da Crack. Chiron viene umiliato dai suoi compagni di scuola, ma trova un amico paterno di nome Juan, che viene trasformato in un mostro dalle droghe della madre di Chiron.

Chi sta leggendo penserà in automatico al solito film sui ghetti, eccessi di violenza, parolacce e colonna sonora Hip Hop. Ma “Moonlight” è differente. È suddiviso in tre capitoli; il primo racconta l’infanzia, il secondo l’adolescenza e l’ultimo il Chiron adulto, e per ogni capitolo Chiron assume le sembianze di un diverso attore. Il sistema ricorda quello di “Boyhood” di Richard Linklater, uno studio a lungo termine sulla conoscenza di un giovane uomo.


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Lo spettatore impara a conoscere Chiron come ha fatto con l’Helden di Linklaters, nella sua quotidianità. Particolarmente affascinante è la scena in cui Juan gli insegna a nuotare. Il prestante Juan porta l’intimidito ragazzino tra le acque, come Cristoforo. La telecamera pende dall’alto, sopra lo specchio dell’acqua, poi riprende sotto l’acqua e poi di nuovo sopra; la telecamere orbita intorno ai protagonisti, e si ha l’impressione di essere con loro, di diventare parte del film.

Berry Jenkins è il nome del regista 37enne che proviene dal luogo in cui Chiron crebbe. “Questo ragazzo sono io”, rivela. In 25 giorni il regista ha completato il suo secondo in regia, con un budget di 1,5 milioni di dollari, che a Hollywood non sono nulla, soprattutto se si pensa che una commedia in media costa almeno 60 milioni in termini di produzione. Jenkins gioca con le luci della Florida, facendo pensare a volte alla presenza di filtri Instagram.

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